Calabritto. Dopo ventinove anni il piccolo comune della valle del Sele ha riavuto il suo campo sportivo
IL FISCHIO D'INIZIO PER UNA NUOVA SPERANZA
Pasquariello(Polisportiva): grande emozione il giorno dell'inaugurazione. Sierchio: è la struttura più bella della provincia
Dove c'era l'erba ci sono stati per oltre
20 anni i container del periodo dell'emergenza, quelli con i pannelli di eternit.
Poi la gente rientrò nelle case e i prefabbricati e l'amianto rimasero ancora lì su quel campo snaturato e sfigurato dal post sisma.
Trascorsero anni prima che fossero avviati i lavori di bonifica dell'area, ed ancora altro tempo prima che si ricominciasse a ricostruire il
campo di calcio.
Dopo 29 anni è ricomparsa l'erba, e la
squadra di Calabritto ha riavuto finalmente il suo campo.
E i giovani hanno ritrovato lo sport.
Quando l'arbitro due giorni fa ha fischiato il calcio di inizio è stato come scacciare i fantasmi del terremoto.
Tantissima gente sugli spalti, molte giovani mamme con i figli. Chi aveva calpestato quell'erba l'ultima volta 20 anni fa alternava gloria e commozione, ricordi e rimpianti, flash back della memoria e fotogrammi del presente.
Senza essere accusati di cedere alla retorica o di farsi tentare da pretestuose analisi sociologiche si può affermare che il campo trasformato in un'area prefabbricata ha privato per oltre mezzo secolo le generazioni
post terremoto di Calabritto della possibilità di praticare sport con tutto ciò che ne consegue.
Come il non poter convogliare le energie in una partita di calcio o di calcetto, precludere la possibilità di partecipare a delle sane competizioni sportive. Va dato merito di aver invertito questa tendenza lo scorso anno ad un gruppo di giovani che ha profuso grande impegno per costituire la
Polisportiva.
Il
presidente Carmine Pasquariello è un imprenditore 35enne che vive e lavora a Brescia, ma tiene in vita insieme ad altre persone la Polisportiva:
"Volevamo dare una spinta al paese, offrire ai ragazzi la possibilità di cimentarsi nello sport e contestualmente sollecitare l'inaugurazione del campo sportivo.
Ad onor del vero quest'amministrazione ha recepito le nostre richieste ed ha dato un'accelerata ai lavori ed alle pratiche burocratiche. In un solo anno abbiamo già realizzato molto: la squadra di calcio in III categoria, oltre 100 iscritti alla Polisportiva, una scuola calcio per i bambini, un corso di pallavolo per ragazze, un corso di boxe francese, il cui istruttore è un ex campione europeo della specialità che viveva a Genova e dopo la pensione si è ritirato a Calabritto, un corso di mini basket e di atletica, ciliegina sulla torta: il nuovo campo sportivo".
"E' stata un'emozione vedere alla partita inaugurale tanta gente e soprattutto tante giovani mamme con i figli. Abbiamo fatto richiesta al comune - rivela
Carmine Pasquariello - per intitolare il campo alla memoria di Pasquale Luongo, il ragazzo che morì lo scorso anno mentre stava effettuando degli esercizi di riscaldamento".
Il
sindaco Giuseppe Sierchio se ne compiace. "Dopo tanti anni e vari vicissitudini possiamo dire senza essere smentiti che è sicuramente il più grande della provincia di Avellino ed uno dei più belli. Abbiamo già richieste da parte di altri comuni che vogliono giocarci le partite. Oltre alla nostra squadra è stato concesso alla squadra di Laviano".
(
PAOLO DE STASIO - Calabritto -
Ottopagine Martedì 1 Dicembre 2009)